5 esercizi per non rimanere mai senza idee in scena

di Francesca Luciani

Ehm, eh, ummm, ehhhhh, ohhhh, uhhhh ah.
Queste sono solo alcune delle mille voragini che si aprono tra una parola e l’altra mentre sono sul palco.

Fino a qualche tempo fa avevo sempre la sensazione che i miei compagni fossero pentoloni di idee in ebollizione, mentre io una porta cigolante mangiata dalle tarme che ripeteva le stesse quattro espressioni in loop. Questi giudizi ramificavano ovunque mandandomi in frantumi la scena, lo spettacolo, le lezioni, i momenti passati in bagno a farmi un credo sugli ingredienti dello shampoo. Un continuo giudicare la mia mancanza di parole.

Così ho deciso di risolvere questa rogna pescando dal mio lavoro, la comunicazione, e sono arrivata a 5 buone abitudini per sciogliere le parole incastrate nelle segrete della mia testa.

I miglioramenti sono immediati e duraturi se c’è un allenamento quotidiano e costante. 😉

Ingredienti: una penna, un foglio e un dizionario, meglio se tascabile (così da poterlo consultare pure in fila alla posta).

1. Scrittura libera

Prendi penna e foglio, comincia a scrivere una frase senza fermarti a pensare “alle parole giuste”: la prima parola che ti viene in mente la scrivi, non cercare il senso, scrivi senza “dare respiro” al giudizio che tenta di dare ordine ad un testo che non deve averlo.

Puoi scrivere una serie di frasi o un testo lungo cronometrando, l’importante è che non ti fermi mai a pensare.

Esempio:
“Prendi un pensilina e comincia a sbattere le luci sul cannone del marito in bianco e spennato”.

A cosa serve?

Meglio conosciuta come free writing, la scrittura libera è un esercizio che stimola la creatività e abbatte la paura del “non so cosa fare/dire” permettendoti di vedere qualcosa anche dove sembra non esserci nulla.

Quali effetti otterrai sul palco?

Smetterai di pensare alla cosa giusta da dire, la prima cosa che penserai andrà bene.

2. Le 5 parole

Apri il dizionario su una pagina a caso, prendi la prima parola che ti capita sotto gli occhi e scrivila sul foglio. Ripeti questa operazione per cinque volte.

Non scegliere parole che abbiano un senso tra loro, devono essere le prime che ti cadono sotto agli occhi.
Adesso utilizza quelle cinque parole per costruire una storia. Non importa che abbia un senso nella realtà, la frase però deve averlo.

Esempio:

Cinguettare – luna – architetto – spartire – valle

“L’architetto cinguettava perché nella valle non c’era la luna che voleva spartire con il fratello”.

A cosa serve?

Ti alleni a creare immagini apparentemente assurde ma che all’interno della storia sono credibili.

Quali effetti otterrai sul palco?

Niente ti sembrerà abbastanza assurdo da non essere fatto o detto.

3. Leggi le parole

In treno, sulla metro, mentre aspetti dall’estetista, prendi il dizionario tascabile, apri pagine a caso e leggi le parole. Basta, fai solo questo, ripeti l’ esercizio per dieci minuti ogni giorno o prima degli spettacoli.

A cosa serve?

Tutti pronunciamo più o meno le stesse parole, questo esercizio ti aiuta ad ampliare il tuo vocabolario.

Quali effetti otterrai sul palco?

Avrai più spunti per creare le storie, le installazioni e i personaggi.

4. Il gioco del “come”

Pensa ad un sentimento o ad un’emozione, poi scrivi su un foglio “Mi sentivo come…”.
Apri il dizionario a caso e, tra le parole che leggi, scrivi la parola che secondo te può definire quello stato d’animo, anche se ridicola. Non cercare quella giusta, cerca quella che anche in modo molto astratto può rappresentare quel sentimento.

Esempio:
Emozione: tristezza per un amore finito
Parola o verbo: sbriciolare

“Mi sentivo come una sbriciolata”

A cosa serve?

Ad ampliare la gamma di parole che usiamo per esprimere stati d’animo e sentimenti.

Quali effetti otterrai sul palco?

Riuscirai a creare immagini forti per esprimere emozioni e stati d’animo. Dire “sono triste” è meno forte di dire “Sono in frantumi”.

5. Leggi fiabe e favole

Le fiabe e le favole raccontano mondi magici dove i personaggi si muovono normalmente. Una casa non è una casa, può essere ogni cosa. L’assurdo è la normalità per i protagonisti. Leggi fiabe e favole quanto più possibile prima di spettacoli e lezioni o anche quotidianamente.

A cosa serve?

Leggere fiabe e favole serve a stimolare la creatività e riuscire ad esaltare la normalità.

Quali effetti otterrai sul palco?

Creerai mille mondi fantastici dove i tuoi personaggi si muovono normalmente.

Dal testo al palco

Questi sono alcuni degli esercizi che faccio regolarmente per avere più spunti sul palco. Scrivere mi aiuta a focalizzare nella mente parole, atmosfere, mondi che altrimenti non riuscirei mai a ricreare improvvisando.

Con me funzionano anche se sono ancora una studentessa, prova a farne qualcuno ogni giorno e prima delle lezioni, aumenta la dose prima degli spettacoli e raccontami come è andata. 🙂

By |2018-04-05T14:44:19+01:00Aprile 5th, 2018|Assetto +|Commenti disabilitati su 5 esercizi per non rimanere mai senza idee in scena