Master in tecniche di improvvisazione per attori

Corso dedicato ad attori professionisti

Master in tecniche di improvvisazione per attori 2017-09-03T10:54:29+00:00

INFO

  • Durata corso: 3 mesi
  • Frequenza: 2 volte a settimana
  • Ora: 17-19:30
  • Dove: Teatro Portaportese

Le tecniche proposte in questa master sono il risultato degli studi effettuati negli ultimi sette anni all’interno del Centro Sperimentale di Improvvisazione e Teatro di Roma. Le tecniche dell’improvvisazione teatrale tout court sono state prese e modellate ad hoc per gli attori professionisti per creare un metodo preciso e collaudato.

Oltre agli studi pregressi, le tecniche di improvvisazione teatrale per attori sono dei tools ottimi per affrontare il mondo professionale in tutti i suoi aspetti.

Le tecniche di improvvisazione per attori profesionisti sono inoltre utili per arricchire di sfumature, sottotesti e colori il processo di costruzione della verticale del personaggio.

In assoluto l’improvvisazione teatrale per attori professionisti aiuta a padroneggiare tutti gli step del processo lavorativo dell’attore: un pensiero rapido e veloce, ricco e proficuo, sviluppato in pieno controllo plastico e tecnico.
Un attore allenato alle tecniche dell’improvvisazione sarà un attore molto più ricco di sfumature e connessioni con il testo, con la scena e con il gruppo di lavoro: sarà un attore in pieno controllo artistico, fecondo di idee e risoluzioni, privo delle tensioni che possono nascere da imprevisti di scena o di prova e aumentano la fiducia dell’attore verso le proprie qualità e verso il gruppo di lavoro.

Le tecniche di improvvisazione teatrale per attori professionisti possono infine aiutare ad affrontare casting e provini teatrali, senza il timore del testo sconosciuto o del testo vuoto (privo di indicazioni o sottotesto), rendendo più fluida l’eventuale richiesta di improvvisazione su parte.

INSEGNANTI

Giorgia Giuntoli, acting coach che da più di 20 anni si occupa di formazione attoriale per professionisti, ha sviluppato un allenamento originale e tecnico che fonde lo studio delle maggiori tecniche del teatro europeo orientale con l’improvvisazione teatrale americana, concretizzando un proprio metodo che porta da anni in scuole e accademie e che utilizza anche come coach individuale.

Patrizio Cossa, presidente e docente del Centro Sperimentale di Improvvisazione e Teatro, Improvvisatore teatrale professionista, lavora da più di 15 anni nel mondo del teatro, formando neofiti ed esperti.

TESTIMONIALS

Quello dell’improvvisazione è il momento del concepimento artistico. Nella prosa, nella musica, nel canto e in tutte  le arti è la fase in cui si getta materiale e si seguono piste per una nuova creazione. Approfondire la pratica dell’improvvisazione vuol dire rimanere in contatto col proprio flusso creativo senza giudizio, restare aperti e accogliere l’opera che attraverso di noi prenderà forma. Spesso gli attori di prosa sono abituati a pensare a cosa voglia il regista, a cercare la perfezione fin dall’inizio, a temere il giudizio, a non avere fiducia nelle proprie risorse e in quelle dei compagni. In questo circolo di gabbie cui si aggiunge spesso l’ego, si perde l’ascolto e la possibilità di dare spazio a storie più grandi di noi. L’improvvisazione è una scuola di fiducia nelle proprie risorse, nei compagni e nella consapevolezza che se si resta disponibili la storia prenderà forma, sempre. È un addestramento all’ascolto più profondo e l’allenamento agonistico del muscolo del coraggio. L’attore che pratica l’improvvisazione si ammorbidisce, scopre risorse che non credeva di avere, sviluppa un ascolto e una capacità adattativa che purtroppo raramente si vedono in scena. L’improvvisazione non è un’alternativa alla prosa, è l’arte del lasciar accadere per poter davvero creare.
Mi sento più consapevole del fatto che qualunque cosa accada, andrà bene. Consapevole delle mie risorse, con più coraggio e con una grande fiducia negli spettacoli che sono andata a fare, anche quando le regie sono state praticamente assenti. E questo si applica anche alla vita.

Credo che l’improvvisazione sia la palestra migliore per un attore professionista. Dimostra la sua elasticità nell’adattarsi a nuove situazioni, a situazioni “d’emergenza”, a giochi in scena non programmati che provocano reazioni estremamente più naturali e che, a mio avviso, stimolano il divertimento dell’attore stesso. Non tutti però, su un testo di prosa, sono aperti a cambiare virgole e o movimenti scenici,  io sì, li cambio uguale. Così per vedere come reagiscono gli attori e come reagisco io anche se la maggior parte dalle volte faccio arrabbiare, e non poco, i registi vari. Ma non ce posso fa’niente… è un gioco! To play, jugar, jouer viene definito questo mestiere negli altri paesi. Troppo serio definirlo con “recitare”.

L’improvvisazione è il nucleo della recitazione,per un attore è uno strumento fondamentale per raggiungere il cuore di ciò che si vuole raccontare, per evitare pregiudizi sulla storia e sui personaggi, e costruzioni esclusivamente tecniche. Ti permette di vedere le cose da più punti di vista senza fossilizzarsi sulla prima impressione,amplia l’immaginario sia all’attore che al regista.

Il galateo dell’improvvisazione è la prima cosa che mi viene in mente: avere una griglia di codici che ti limitano nell’agire e ti mette in contatto con gli altri è fondamentale per sentirsi liberi. Galateo per me ha significato “dover essere all’altezza” del partner, non metterlo mai in una condizione di difficoltà, ma anche essere sempre puntuale ed attenta a quello che succede in scena. Ecco, il corso mi ha insegnato che non esiste un momento sul palco e dietro le quinte in cui tu non sia assolutamente concentrato. Questo ti distanzia nettamente da uno spettacolo canonico.

In più, mi ha insegnato ad avere maggiore fiducia nelle mie proposte attoriali: visto che tutto quello che proponi in scena è reale e porta con se conseguenze tangibili ed immediate, si ha bisogno di avere la testa sulle spalle e contemporaneamente di buttarsi a capofitto in quello che l’istinto ti suggerisce. Da ultimo, mi ha insegnato un nuovo modo di fare gruppo: essendo un lavoro di drammaturgia collettiva, ogni improvvisatore è autore con te, “mentre” te.. questo da una scarica di adrenalina importante, ti rende partecipe del tuo lavoro su palco in una maniera totalizzante. Ecco, in definitiva il corso mi ha insegnato ad essere più responsabile e più fantasiosa al tempo stesso. L’ho trovato un percorso arricchente, di cui ho preso i frutti e che ho riportato in ogni altra esperienza lavorativa che io abbia fatto nei mesi successivi.

Per saperne di più contattaci