Perché diciamo sempre NO?

di Umberto Cesaro

A quanti di noi è capitato di vedere Inside out?
Un bel film di animazione, del 2015, in cui protagonisti erano le emozioni umane?

Credo a molti di noi e se non lo avete fatto, correte a recuperarlo.

A prescindere dalla bontà o meno del film, lì vengono evidenziate delle cose molto significative. Le emozioni protagoniste erano 5: Gioia, Rabbia, Disgusto, Tristezza e Paura.

Ne manca un’altra fondamentale però: la sorpresa.

Ognuna di queste sei emozioni può essere ad alta o bassa intensità, ciò significa che un’emozione può essere declinata in più modi, la felicità ad esempio può essere semplice soddisfazione o può arrivare ad essere gioia o addirittura estasi.
Tra queste sei emozioni chiave, quattro sono negative (rabbia, tristezza, disgusto e paura), una positiva (la gioia) e una neutra (la sorpresa, ci si può sorprendere per una cosa positiva o negativa).
Ognuna di queste emozioni è collocata in una zona specifica del cervello, quindi ad ogni emozione corrisponde una reazione.

Ok, ora potresti dirmi:”Ma perché tutto sto pippone sulle emozioni? Io volevo solo sapere perché ogni volta che salgo sul palco ad improvvisare ho una voglia irrefrenabile di dire no ad ogni proposta.”

E’ giusto, hai ragione. Ed eccoci a noi.
L’essere umano, per una predisposizione legata alla selezione naturale, ha sviluppato una tendenza verso le emozioni negative, ma solo perché questo gli ha permesso di sopravvivere al’ambiente esterno.

Perché? Per il semplice motivo per cui per reagire ad eventi e/o notizie negative, che per l’uomo della caverna potevano essere ferali, dovevamo decidere rapidissimamente se scappare o lottare.
Prendi il caso dell’orso che entra nella caverna e si vuole mangiare i tuoi piccoli, o della tigre dai denti a sciabola che ti attacca o più semplicemente la tribù rivale che attacca il tuo villaggio, tu che fai?
Ecco, in quel caso il nostro cervello ha bisogno di raccogliere in pochissimo tempo tantissimi elementi per decidere che cosa fare e quindi farlo.
E tutto questo groviglio di emozioni, azioni e reazioni si è sedimentato nel nostro cervello in tutte queste migliaia di anni di selezione naturale e il risultato sei tu che dici di no sul palco.

Quindi quando sali sul palco e inizi a negare ogni proposta, non preoccuparti, non sei una persona anormale, non sei più pippa dei tuoi compagni, sei solo il giusto frutto della selezione naturale.
Tutto questo però va educato, allenato, guidato perché dobbiamo imparare a dire di sì, perché non viviamo più nelle caverne e perché il sì ci apre un sacco di porte.

Ora che lo sai e sei un improvvisatore più consapevole, sappi che il NO è naturale, ci dà protezione e comfort, ci ha salvato il c**o per centinaia di migliaia di anni, ma è il SÌ che ci fa prosperare.

Sul palco come sulla vita, imparare a dire di sì è fondamentale.
Il sì ci fa viaggiare.
Il sì ci fa innamorare.
Il sì ci fa scoprire.
Quindi perché limitarsi? Perché avere paura?
Di’ di sì, accetta la proposta e prenditi i tuoi rischi, al massimo ti ammazza il drago, ma sul palco, come per magia, torni a vivere pronto per una nuova avventura.

Se vuoi approfondire questi argomenti, ti consiglio di leggere questi due libri:

Emotionraising di Francesco Ambrogetti
Emotionomics di Dan Hill (si trova solo in inglese)

By | 2018-04-11T15:26:19+00:00 aprile 12th, 2018|Assetto +|0 Comments

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