Say yes significa “sii positivo”?

di Francesca Luciani

C’è un personaggio di Inside Out che ho sempre guardato storto: Gioia.

Eh sì, quella più simpatica, allegra, vitale, positiva, GIUSTA… mi fa le capriole sulle scatole.

Perché?
Se fai improvvisazione teatrale potrai immaginarlo, se sei nuovo del campo te lo dico io: Gioia non manda avanti la storia, è un NO mascherato sotto litrate di sorrisi e positività esasperate. Lei evita in tutti i modi i sacrosanti contrasti della bambina protagonista del film, le impedisce di elaborare correttamente i cambiamenti importanti della sua vita.

L’accettazione del dolore e dei sentimenti negativi, ad esempio.

Ogni giorno, in ogni angolo del mondo occidentale, su Facebook, su Instagram, per strada, a casa, anche al bagno, siamo soffocati da messaggi che ci invitano ad essere sempre sorridenti, positivi, vitali, al top.

Come quello spot che recita “Ogni giorno, il tuo giorno migliore”. Mi viene l’ansia solo a scriverlo!

Rabbia, tristezza, paura, tutto è sbagliato e noi dobbiamo secernere quintali di sorrisi anche quando l’unica cosa che vorremmo fare è mandare al diavolo tutti e urlare fino a spezzarci le corde vocali. E nonostante gli sforzi che facciamo per convincerci di essere dalla parte fortunata del mondo e che non abbiamo nulla per cui essere incazzati e stanchi, non riusciamo ad essere totalmente felici, non riusciamo a raggiungere quello stato di grazia che per gli altri sembra così facile. Ho detto “sembra”.

E giù palate di frustrazione, di giudizi ferali su noi stessi, sul fatto di non essere in grado di vivere a 2000 ogni giorno.
Dalla frustrazione alla depressione il passo è breve, non ti devi manco muovere, viene lei.

Ora, io non sono un medico e un insegnante qualsiasi di improvvisazione teatrale NON può curare patologie più o meno gravi, ma l’improvvisazione può coadiuvarti a non subire le influenze negative di quella che io chiamo “positività per forza”.

L’essere positivi per forza è uno dei motivi per cui anche io sono crollata in una profonda depressione.
Ci fu un periodo in cui credevo di dovermi togliere il broncio alla Grumpy Cat e assumere l’espressione da sole dei Teletubbies. Ogni giorno mi imponevo di essere solare, allegra, disponibile, carina, accogliente, sorridente, una di quelle persone cui diamo la responsabilità di farci passare una bella giornata. Alla fine della sceneggiata, chiusa dentro casa mia, piangevo, mi sentivo una nullità, un fallimento perché mi sembrava di sbagliare tutto, di non riuscire nello scopo di essere altro da me.
Fino a quando, una sera, a improvvisazione, seguendo le direttive di un esercizio urlai come una pazza che odiavo il mondo, che mi faceva schifo tutto, che odiavo il genere umano, che un altro giorno passato a fare la carina e coccolosa avrebbe risvegliato il Dexter in me.
Quella fu una delle lezioni più belle del mio percorso di studi: lì accettai i miei magma interiori.

Accettando il dolore, prenderlo, farmi invadere totalmente, urlare, essere negativa come la cirrosi, ma allo stesso tempo essere straordinariamente me stessa portò alla conseguenza di dare serenità a me e a chi mi circondava, finalmente mi vedevano e non avvertivano della falsità nei miei sorrisi. Sul palco feci i botti.

Oggi sono quella che chi si sbrodola nella superficialità vedrebbe come una persona negativa, chi invece è capace di osservare vede come una persona finalmente in pace con i suoi mostri.

Con tutto questo cosa voglio dire?
Come Gioia alla fine del film (ATTENZIONE SPOILER) capisce che Paura è fondamentale nella vita e nella salute mentale della bambina, anche noi non dobbiamo sopprimere ciò che sentiamo o che siamo, ma sputarlo fuori, essere lo schifo che pensiamo di essere (sempre nel rispetto degli altri e senza farsi male) e vedere cosa succede.
A improvvisazione teatrale ho imparato proprio questo: non sono una persona solare, sono una persona lunare.

Sul polso ho tatuato Say Yes, quando presi la decisione di farlo lo vedevo come un incentivo ad essere sempre positiva, con il tempo ho capito il vero significato: di’ di sì anche a quello che sei veramente, perché se lo sopprimi non sarai mai sereno/a e non manderai avanti nessuna storia. 

 

By |2018-05-24T14:44:48+00:00maggio 24th, 2018|Assetto +|2 Comments

2 Comments

  1. Patrizia 24 maggio 2018 at 16:28

    wuauuu,
    grazie Francesca

    • Francesca 24 maggio 2018 at 17:45

      Grazie a te. :*

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