Trappole Mentali: Dai forza all’improvvisatore che è in te

di Umberto Cesaro

Lo sai che ogni giorno prendiamo 35.000 decisioni? E almeno 200 di queste sono relative al cibo?
Chi l’avrebbe mai detto, eppure è così.
Ovviamente molte di queste sono decisioni futili, ma alcune possono cambiare il corso della tua giornata o addirittura della tua vita.
Ogni decisione, giusta o sbagliata, è presa in base alle emozioni che viviamo in quel momento.

Le emozioni cambiano spessissimo anche durante il corso della stessa giornata e dobbiamo sapere che vivere un’emozione al posto di un’altra, per un caso assolutamente fortuito, può determinare una scelta al posto di un’altra.
Se la decisione è che insalata prendo per pranzo, poco cambia, ma se la decisione è l’acquisto di una casa, di una macchina, beh qualche differenza la fa’.

Così vale anche per noi improvvisatori che in scena e fuori scena dobbiamo prendere decisioni di continuo: dare o meno un bacio, entrare in scena o no, andare a lezione o meno quella sera.

Purtroppo, non possiamo prescindere dalle nostre emozioni, non siamo macchine guidate da freddi algoritmi (pensate ad Alpha Zero sviluppato da Google Deepmind) progettate per prendere milioni di decisioni al secondo in maniera fredda e razionale.

Siamo esseri umani, nel bene e nel male.

Ma possiamo conoscere meglio queste emozioni e soprattutto possiamo (dobbiamo) conoscere meglio le trappole mentali che si innescano quando entrano in gioco.

Come Iniziare

“Se c’è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c’è una soluzione perché ti preoccupi?” Questa massima che sembra attribuibile ad Aristotele è quanto mai vera.

A volte ci sono delle cose che non possiamo controllare per cui è inutile preoccuparcene e soprattutto è inutile perdere tempo ed energie per farlo.
Ci sono invece altre cose che possiamo e dobbiamo controllare e sono queste quelle di cui dobbiamo prendere il pieno possesso e consapevolezza.

Non ci troviamo nel campo degli investimenti e della finanza. Il mercato è fatto da soggetti di ogni tipo, dal piccolo trader di provincia all’Hedge Fund che muove miliardi di dollari. Spesso le nostre decisioni sono assolutamente irrilevanti per il mercato.
Per fortuna ci troviamo in un campo un po’ più ristretto, quello dell’arte e dell’improvvisazione teatrale in particolare.

Ma anche qui dobbiamo prendere delle decisioni, a volte in maniera molto repentina, e spesso siamo guidati dalle emozioni, anzi è fondamentale per noi lavorare con le emozioni e non si può prescindere da esse.

Ok, molto interessante, tante belle parole ma come possiamo fare praticamente?

La prima cosa da fare è alzarsi dal divano.

Sì, vincere l’inerzia. Questa infatti è una delle prime trappole mentali che il nostro cervello mette in essere per impedirci di fare qualcosa.

L’inerzia è un concetto preso in prestito dalla fisica e significa mantenere la condizione in cui ti trovi in questo momento.

Se sei seduto, è la forza che ti tiene seduto e che devi superare per poter alzarti in piedi.
Se stai correndo, è la forza che devi vincere per frenare e fermarti.

Nel nostro caso l’inerzia è quella che non ci fa alzare per andare a fare un esercizio, è quella che ci fa restare appiccicati al muro quando invece dovremmo entrare e cambiare scena, oppure portare qualcosa ai nostri compagni in difficoltà.

Combattiamo con l’inerzia tutte le volte che dobbiamo venire a lezione e invece preferiamo stare a casa a guardare una serie tv, tutte le volte in cui dovremmo fare un compito a casa per migliorare le nostre skill e invece decidiamo di fare altro e pensarci un’altra volta.

Ovviamente capite che questo ambito è applicabile a tutto il nostro mondo delle decisioni quotidiane, dall’andare a fare la spesa sempre nel solito posto anche se costa di più, dal non cambiare banca anche se in questa banca non c’è nessun vantaggio per me, al cambiare gestore telefonico.

Nel nostro caso specifico l’inerzia la ritroviamo ogni volta che riceviamo un feedback dall’insegnante o dagli amici e non mettiamo in essere i meccanismi consigliati per migliorare quel particolare aspetto di noi stessi e continuiamo a riproporre sempre le solite dinamiche, i soliti personaggi i soliti cliché, tanto per dirne una.

Ma perché?

“Perché ho sempre fatto così”.
“Perché c’ho provato una volta ma non ci sono riuscito”
“Perché tanto per me è solo un divertimento”,
“Perché fanno tutti così”
“Perché è troppo complesso”

Queste sono le risposte classiche che il nostro cervello si dà per restare attaccato a quello stato di inerzia che lo fa sentire così comodo e confortevole.

Questo ovviamente poteva succedere migliaia di anni fa, nell’epoca in cui il nostro cervello ha iniziato ad evolversi e a formare la sua corteccia.

In quei tempi spostarsi, semplicemente uscire dalle caverne poteva appresentare un pericolo e quindi ha sviluppato questa tendenza all’inerzia. Che però doveva essere vinta per forza per potersi cibare, cacciare o altro.
Ecco, noi dobbiamo capire che queste tendenze del nostro cervello sono servite tantissimo all’uomo della caverna, ma che nella nostra società forse hanno un utilizzo minore.
Quindi dobbiamo vincerle. Come?
Dandosi degli obiettivi. Creandosi delle task quotidiane e provando a terminarle o quantomeno provarci:

  • Cominciare a lavorare su una visione personale legata all’improvvisazione (a che mi serve questa cosa, perché la faccio, come voglio usarla al meglio?)
  • Definire i tuoi obiettivi annuali/mensili/settimanali
  • Analizzare le cose buone che hai fatto finora e lavorare su quelle
  • Analizzare le cose brutte, i miei punti di debolezza
  • Disfarsi senza rancori di quegli atteggiamenti che sappiamo essere dannosi per raggiungere i nostri obiettivi: dal semplice bere una birra prima di lezione se so che mi fa venire la sonnolenza, a improvvisare sempre con le stesse persone, a non improvvisare mai con alcuni altri, allo smettere di frequentare persone che non mi apprezzano perché faccio improvvisazione etc etc.

Anziché partire in quarta e fare tutto insieme, parti dall’attività che ti sembra più facile e concentrati solo su quella

Anche se i primi passi ti sembreranno insignificanti, nel lungo periodo si accumuleranno e ti faranno fare molta strada, cambiando il tuo stato di inerzia.

Se applicherai questa filosofia con regolarità, arriverai ad un punto in cui l’inerzia sarà dalla tua parte, perché sarai così abituato a prenderti cura delle tue cose che lo farai in automatico, con la stessa naturalezza con cui ti lavi i denti.

Questa è solo una delle diverse trappole mentali con cui ogni giorno combattiamo. Impariamo a riconoscerle a farcele amiche e col tempo ci aiuteranno a prendere delle decisioni sempre più giuste, o almeno ci aiuteranno a prendere delle decisioni con maggiore consapevolezza.

Se vuoi saperne di più sulle trappole mentali iscriviti al corso “Trappole mentali” che trovi al link di seguito. Qui trovi tutte le informazioni:

Trappole Mentali

Spero che queste informazioni ti ritornino utili e che ti aiutino a prendere decisioni in maniera migliore.

Per ora il corso è solo online, spero di ritrovarti presto per poterne parlare di persona. 😉

By |2020-05-11T12:25:28+02:00Maggio 11th, 2020|Assetto +|Commenti disabilitati su Trappole Mentali: Dai forza all’improvvisatore che è in te